Chiesa della SS. Trinità

    Chiesa della SS. Trinità

    La chiesa della Santissima Trinità e l’oratorio dei Rossi sono un unico edificio religioso della città di Chioggia, nella città metropolitana di Venezia. L’edificio conserva al suo interno una vasta a serie di tele, a partire da quelle del soffitto o di fine Cinquecento-inizio Seicento. L’Oratorio prende nome dal colore del saio che indossava la Confraternita, che animò questo complesso chiesastico per più di quattro secoli.

    Storia

    La storia del complesso religioso è fortemente legata a quella della Confraternita della Santissima Trinità che qui aveva la sede.

    Facciata della Chiesa della SS Trinità

    Prima dell’attuale edificio ne esisteva uno in legno del 1528, sostituito con quello in muratura tra il 1555 e il 1559. Nel 1606 si procedette all’allungamento verso sud dell’oratorio per un numero sempre crescente di adepti alla Confraternita. Nel 1691 venne deciso di sopraelevare il soffitto dell’oratorio per dargli un aspetto più slanciato e si aprirono otto finestroni a semicerchio.[1] La chiesa però, a fine Seicento, cominciò ad essere pericolante e venne completamente ricostruita su progetto di Andrea Tirali. Nel 1707 la chiesa venne completata nelle forme che vediamo ancora oggi; mentre gli altari laterali furono ultimati nell’arco di altri cinque lustri.

    Proprio in questa chiesa nel 1821 venne ordinato sacerdote Antonio Rosmini.

    Nel 1844 fu rinnovato il pavimento dell’oratorio che passò da legno a marmo di Verona.

    A metà del Novecento, l’oratorio fu usato per alcuni anni come sala cinematografica per i giovani della parrocchia in cui è situato il complesso.

    L’ultimo restauro, conclusosi nel 2008, riportò la chiesa e l’Oratorio all’antico splendore.[2]

    La Confraternita della Santissima Trinità

    La Confraternita della Santissima Trinità, conosciuta della popolazione locale come “Confraternita dei Rossi” (nome derivante del colore del saio dei confratelli), fu fondata da fra Paolo Barbieri e istituita ufficialmente nel 1528 dal vescovo di Chioggia Bernardino Venier. Venne ad aggiungersi alle altre Confraternite già presenti in città: la Scuola della Santa Croce e la Scuola delle Stimmate di San Francesco.

     La tela della sacrestia dalla Santa Trinità.
    La tela della sacrestia dalla Santa Trinità.

    Prima del riconoscimento vescovile, gli adepti alla Confraternita si riunivano per le loro funzioni religiose ospiti nell’oratorio della Scuola delle Stimmate di San Francesco in zona Duomo, per poi spostarsi nella adiacente Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e infine trasferirsi definitivamente nel centro città a fianco al fondaco delle Farine.[3]

    Il 18 dicembre 1578 avvenne l’aggregazione all’Arciconfraternita della Santissima Trinità di Roma, nella prospettiva di maggiori benefici spirituali, come le indulgenze. Per il medesimo motivo le Confraternite della Trinità – sorte a Cavarzere, a Loreo e Rottanova – si aggregarono verso la fine del Seicento a questa più grande di Chioggia.

    I Confratelli seguivano l’orientamento francescano della “disciplina” con l’autoflagellazione, che veniva praticata ogni domenica al canto delle litanie. L’obbligo si allentò rendendo questa pratica non più obbligatoria già nel 1580 con una parziale apertura delle iscrizioni anche al ceto femminile e agli adolescenti di età superiore a 15 anni.[4]

    Gli impegni principali della Confraternita nei confronti della comunità locale erano:

    • aiutare i malati soprattutto nelle varie pestilenze che affliggevano la città;
    • pagare i riscatti per la liberazione di cristiani catturati nelle varie guerre (Lepanto, Candia, Corfù) dai pirati turchi;
    • creare la dote alle ragazze indigenti della Confraternita in età di matrimonio;
    • ospitare i pellegrini di passaggio, che sostavano in città.

    I Rossi davano una grande importanza al momento della morte, organizzando riti di suffragio a beneficio del confratello deceduto. Questa cura per l’anima del deceduto veniva tributata anche agli esterni alla Confraternita, se i parenti ne facevano richiesta: per questo servizio vennero istituite nel 1705 due “Congregazioni” minori sotto il nome della “Beata Vergine dell’asinello” e di “Santa Teresa”[5]

    La Confraternita aveva una grande influenza in città, dato che gli stessi podestà di Chioggia solitamente erano anche iscritti alla la Confraternita della Santissima Trinità.[6]

    Sul finire del Settecento un regolamento della Repubblica di Venezia diminuì il numero delle festività religiose e si ebbe così un drastico abbassamento dei fondi della Confraternita. La successiva dominazione francese portò alla soppressione delle confraternite e incamerò i loro beni. Dopo l’unificazione del Regno d’Italia la Confraternita, avendo perso l’asse economico, dovette rinunciare agli impegni statutari caritativi, mantenendo unicamente la funzione di cura degli altari e l’approfondimento della vita di fede.

    Il numero degli iscritti calò sempre più e la secolare storia delle Confraternita si concluse poco prima della seconda guerra

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